PIERGIORGIO ODIFREDDI: "PERCHÉ NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI"
Piergiorgio Odifeddi,
nel suo libro “Perché non possiamo essere cristiani”, scrive: “…E naturalmente
un matematico non poteva non fare omaggio, almeno nel titolo, al più illustre
dei suoi predecessori: il Bertrand Russell di “perché non sono cristiano (1957)
che fece il controcampo al “perché non possiamo non dirci cristiani” di
Benedetto Croce (1943). Ovvero, ogni epoca ha non solo i suoi filosofi
collaborazionisti, ma anche i suoi matematici resistenti”…
Antonino Zichichi, Ordinario di Fisica Superiore all’Università di Bologna,
scopritore dell’Antimateria Nucleare (di fede cattolica) nel suo libro
“L’INFINITO”, dimostra di avere una considerazione diversa dell’illustre
Bertrand Russell, Infatti, scrive: “1910- 1913 d.C. : Bertrand Russell e Alfred
North Whitechead elaborano una opera monumentale in tre volumi: PRINCIPIA
MATHEMATICA. Essa appare come il sommo della potenza Logico-Matematica: in grado
di dedurre l’Aritmetica dalla Logico Assiomatica. Quest’opera doveva, per
deliberata volontà degli autori nel costruirla passo per passo, essere COERENTE
e COMPLETA. Coerente corrisponde a dire che non deve mai portare a un Teorema e
alla negazione dello stesso Teorema. Completa corrisponde a dire che deve essere
in grado di dimostrare qualsiasi Teorema dell’Aritmetica. L’opera monumentale di
Russell e Whitechead doveva invece rivelarsi soltanto una GRANDE ILLUSIONE.
1931 d.C.: Il giovane matematico Kurt Godel scopre che è impossibile dimostrare
se L’ARITMETICA e o no CONTRADDITORIA.”…
Vi è anche da aggiungere che c’è una cosa, nel libro di Bertrand Russell
(“Perché non sono cristiano”, libro tanto decantato da Odifreddi e dagli amici
suoi), che salta subito agli occhi di chiunque abbia un minimo di dimestichezza
con le dottrine della Bibbia: la conoscenza assolutamente superficiale che ha il
grande matematico del Sacro Libro. Si capisce al volo, da tante pagine, che lo
ha pochissimo letto e tanto meno studiato.
Un solo esempio, ma se ne potrebbero fare molti. Nel Pentateuco in Esodo e in
Deuteronomio si trova la nota proibizione: …"poiché tu sei un popolo consacrato
all’Eterno, ch’è il tuo Dio. Non farai cuocere il capretto nel latte di sua
madre". (Deu.14,21).
Scrive Russell: …“perché, ad esempio, dovrebbe essergli sgradito bollire il
capretto nel latte materno. Eppure risulta dall’Apocalisse.” A parte il fatto
che la proibizione non si trova nell’ultimo libro della Bibbia cristiana
(l’Apocalisse,appunto), ma nel Pentateuco, è arcinoto a chi ha un minimo di
confidenza con la Bibbia, che il divieto non riguardava certo una specialità
culinaria. La sua ratio risiedeva nel fatto che il cucinare il capretto nel
latte materno era, presso i cananei, un rito superstizioso di tipo magico per
ottenere la fecondità del bestiame: il divieto riguardava il porre in essere dei
riti magici estranei e contrari a ciò che Dio comandava.
Si può credere o non credere nella Scrittura, non vi è obbligo per nessuno, ma
torcerla deliberatamente per odio verso i cristiani e il cristianesimo, è un
atto di disonestà intellettuale detestabile.
Giampaolo Caria
Lettera inviata
al Forum del Corriere di Magdi Allam martedì 29 maggio 2007. È rimasta alcuni
giorni fra i messaggi in prima linea.
Maggio 2007