PER LA SOCIETA', LE RELIGIONI SONO UN DANNO O UNA RISORSA?
La storia delle religioni può essere intesa come la storia della ricerca di Dio da parte dell’uomo. Una storia, purtroppo, lastricata di nefandezze, che per di più si perpetua in maniera infrenabile. In questa non esaltante storia, quante volte ci si è imbattuti in dei cosiddetti rappresentanti della divinità in terra (vale a dire uomini come noi)? Gente che non ha mai sentito né visto Dio, il quale, peraltro, non si è mai sognato di incaricare chicchessia a rappresentarlo in questa valle.
Ciò malgrado questi messeri si arrogano, per il desiderio di signoreggiare sul prossimo, tale boriosa rappresentanza. Spesso, a tal fine, agghindandosi addirittura in maniera diversa dai comuni mortali e fregiandosi di titoli suggestivi per distinguersi e impressionare i balordi.
Se tali persone fossero veramente quello che hanno sempre affermato di essere e avessero avuto una viva fede in Dio, non si sarebbero mai lasciate andare ad atti scellerati col nome di Dio sulle labbra. Mai avrebbero confidato nell’uso del terrore e della violenza in difesa della loro religione o d'altro ancora, ma avrebbero confidato unicamente in Lui, perché Dio è un Dio giusto e d'amore e non certo un Dio del terrore.
Pertanto, dovrebbe essere un impegno categorico, per tutte le persone di buon senso, rigettare ogni religione che non si richiami alla ragione e che sia in netta opposizione con la libertà umana, giacché Dio ci ha fatti liberi e discernenti.
Chi è in possesso di un minimo di discernimento sa benissimo che le religioni sono sempre state, lungo tutta la loro storia, alla base di quasi tutte le discordie e le inimicizie del genere umano, nonché generatrici di barbarie, odio e lutti. Oltreché fonte di indicibili sofferenze per tanta umanità d'ogni tempo.
E' possibile credere che più d'uno dei fondatori delle religioni del mondo, in qualunque modo li si giudichi, hanno cercato Dio con sincerità: l’hanno cercato nel modo orientato dalla cultura del loro tempo e dalla particolarità del luogo in cui hanno vissuto. La fede, a ragion di logica, dovrebbe riflettere esattamente l’immagine e il carattere del suo fondatore, ma chi ha un minimo di dimestichezza con i problemi della fede, sa bene che le cose non sono affatto così.
Col tempo, si sa, tutto cambia; cambiano dunque anche le religioni: cambiano progressivamente man mano che l'aggiunta di stupide favole e assurde dottrine e i secoli o i millenni le allontanano dalle fonti originarie. Ed è a causa di ciò che sono andate via via sempre più assumendo l’immagine e il carattere scellerato di coloro che, nel tempo, ne hanno canagliescamente abusato torcendole per i propri fini, motivando il loro sacrilego comportamento con la colossale menzogna d’esser stati chiamati a rappresentarle.
Se, per esempio, esaminassimo le varie fedi attraverso i secoli, noteremmo che le loro storie non ci apparirebbero delle più esaltanti. E se per mera ipotesi potessimo chiedere a Gesù di Nazareth se si riconoscerebbe nell’immagine che di Lui ha dato il cristianesimo in duemila anni, la risposta più certa sarebbe un assordante no di assoluta e inappellabile condanna.
È cosa altrettanto indubitabile che se la stessa domanda la potessimo porre anche ai fondatori di altre religioni, la risposta sarebbe sicuramente identica.
Se le cose stanno così, è evidente che le religioni sono un perpetuo danno e non una risorsa, come invece sostengono ipocritamente molte persone interessate a che nulla cambi affinché il potere delle religioni e di coloro che abusivamente le rappresentano resti saldo e dominante il più a lungo possibile. Il mondo, senza le religioni, sarebbe un mondo migliore.
Giampaolo Caria