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OGGI TU SARAI CON ME IN PARADISO |
Come interpretare questo episodio narrato da Luca?
“Or due altri, due malfattori, erano menati con lui per esser fatti morire. E quando furono giunti al luogo detto "il Teschio", crocifissero quivi lui e i malfattori, l’uno a destra e l’altro a sinistra.” (Luca 23: 32,33) ------ …“E v’era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO E IL RE DEI GIUDEI. E uno de’ malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi! Ma l’altro, rispondendo, lo sgridava e diceva: Non hai tu nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? E per noi è cosa giusta, perché riceviamo la condegna pena de’ nostri fatti; ma questi non ha fatto nulla di male. E diceva: Gesù, ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno! E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso.” (Luca 23: 39, 40, 42, 43).
Questo episodio riferito da Luca è considerato uno dei più imponenti nella narrazione evangelica. Solo la demoniaca crudeltà umana poteva consigliare la ripugnante trovata di crocifiggere il Signor Gesù fra due malviventi, con il chiaro intento di mostrarlo al mondo come il più malvagio dei tre.
Di questo passo biblico sono state date molte interpretazioni, tutte bizzarre e cariche di dannosa superstizione. Ma, alla luce della Sacra Scrittura, troviamo che sono solo due le verità che emergono dal brano. La prima è la grazia di Dio per la salvezza di coloro che credono in Cristo: “vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v’è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio,” (Romani 3: 22,23).
OR UNO DEI MALFATTORI LO INGIURIAVA. Costui trovò probabilmente un sollievo momentaneo ai patimenti crudeli che soffriva, dando sfogo alla sua rabbia nel beffarsi della vittima innocente e paziente che gli stava a fianco. In ciò abbiamo la prova sicura che la sofferenza e l’avvicinarsi della morte non sono sufficienti, se manca la grazia di Dio, a convertire un’anima.
OGGI TU SARAI CON ME IN PARADISO. La seconda realtà, è che i giorni dell’uomo non sono come i giorni di Dio. Infatti: “Ma voi, diletti, non dimenticate quest’unica cosa, che per il Signore, un giorno è come mille anni, e mille anni son come un giorno.” (II Pietro cap. 3). Così è anche per coloro che si sono addormentati in Gesù e aspettano, nel soggiorno dei morti, il suo beato ritorno. Infatti, per chi scende nella tomba non esiste più il tempo: un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. Ed è dunque chiaro che al risveglio, nel giorno del Signore, nessuno si accorgerà del tempo trascorso: sarà come passare dalla morte alla vita.
“In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.” (Giovanni 5:24): “Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso.”
Giampaolo Caria
15/09/09