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NON PENSATE CH’IO SIA VENUTO A METTER PACE SULLA TERRA

 

Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada. Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua. (Matteo 10: 34,35,36).

 

Queste parole, in apparenza paradossali, suonano male in bocca di colui che è il “Principe della pace”. Eppure sono vere,  perché Gesù è venuto per separare la luce dalle tenebre, la verità dalle menzogne, sbugiardare le tante falsità sparse in ogni dove dal principe di questo mondo, che è lo spirito iniquo operante negli uomini ribelli nel cui cuore cova l’inimicizia verso Yahweh, l'Iddio Eterno. Tutto ciò perché Gesù è la luce del mondo, la via di salvezza data da Dio agli uomini.

È anche scritto: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me; e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me.” (Matteo 10:37,38)

Qui non ci viene comandato di odiare i nostri familiari, ma di subordinare tutti gli affetti umani all’amore e al servizio di Cristo, ed essere pronti a subire delle prove per amore di Gesù. Chi non accetta volontariamente il carico del vituperio e dei dolori che il mondo commina ai cristiani, a causa di Cristo; chi rifugge dal dovere perché gli costa dei sacrifici; chi serve Cristo soltanto fin dove lo spingono le sue convenienze e i suoi comodi, non è degno di Cristo, il quale sopportò la croce sprezzando il vituperio.

È risaputo che in molte parti del mondo, chi sceglie di seguire Gesù, sa bene che i primi nemici saranno quelli stessi di casa sua e che saranno duramente perseguitati e non di raro anche uccisi. Nonostante ciò, vi son molti che si professano cristiani (fra questi parecchi pastori, che sarebbe meglio chiamare irresponsabili conduttori di minuzzoli del corpo di Cristo) i quali solidarizzano con i nemici della croce, per apparire, all’opinione pubblica, uomini di pace, desiderosi dell'accordo tra le fedi (irrealizzabile) tolleranti e accoglienti. Fornendo, con un simile comportamento, un pessimo esempio alle pecore del loro gregge, in quanto è chiaramente scritto: “Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non lo ricevete in casa, e non lo salutate; perché chi lo saluta partecipa alle malvagie opere di lui.” (II San Giovanni 1: 10,11).

Vedi anche: (38 Dov'è il corpo di Cristo? Esiste una Chiesa che possa considerarsi il corpo di Cristo? Clic qui

 

 AMATE I VOSTRI NEMICI

 

“Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano.” È quanto si legge in Matteo 5: 43, 44.

 

Bisogna però chiarire che ciò non vuol dire che i cristiani debbano amare chiunque. Un cristiano, ad esempio, non potrà mai amare spietati assassini, che uccidono in nome e per conto del loro dio e i loro fidi fiancheggiatori o appartenenti  a credi satanici o sette dannose simili. Questi non fanno parte di quel prossimo che ai credenti è comandato di amare, perché non sono nemici personali, ma figli del padre della menzogna, irriducibili nemici di Dio!

Infatti si legge: “Io vi ho scritto non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete, e perché tutto quel ch’è menzogna non ha a che fare con la verità. Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre. (I Giovanni 1: 22, 23).

I cristiani hanno certamente il dovere, imposto dalla propria fede, di ricercare la pace, ma non a tutti i costi. Ricercare la pace per convenienza, comodità, paura o altro ancora, a discapito della verità e della salvezza, è un modo di fare non degno di Cristo.   

Difatti è scritto: “Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.” (Romani 12: 18). 

Non sempre, però, vivere in pace con tutti gli uomini è possibile, per cui il precetto è da  non dimenticare, ma da osservare !

 

Giampaolo Caria

11/12/09