La presentazione di Adriano Vargiu alla mia personale del 1977

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LA PRESENTAZIONE Di  A. VARGIU

Ci sono certi fiumi sotterranei di cui solo i rabdomanti conoscono l'esistenza. fiumi che scorrono per chilometri e chilometri silenziosamente, poi all'improvviso vengono fuori, con irruenza. È difficile ricacciarli nelle viscere della terra. Giampaolo Caria, ecco, per anni e anni è stato un fiume sotterraneo, ha dipinto solo per se stesso. Oggi si presenta al pubblico per una verifica. Una serie di appunti - quasi una reportage -sulla Sardegna contemporanea. Quadri che ben si inseriscono nella problematica sarda: la necessità di fondare" una cultura -come ha scritto Antonello Satta -partecipe dell'identità sarda, non in un disegno propagandistico o di trasmissione di ideologie, ma nella interpretazione, esteticamente risolta, del mondo sardo". Nessuno vuole mettere le briglie all'arte. l'universale nell'arte -come nella poesia e nella letteratura in genere - deriva dal regionale: il dramma, o meglio la tragedia di un popolo non ha confini geografici. Parlare della tragedia sarda significa parlare della tragedia dell'uomo senza confini geografici. Il guaio è, purtroppo, che molti usano i confini geografici e di tutto parlano fuorché della Sardegna. Sono in molti ad avere le idee confuse, magari perché hanno letto in fretta e digerito male libri troppo grandi rispetto alle personali capacità. Quale Sardegna nelle tele di Giampaolo Caria? Quella popolata di bambini senza spazio vitale (quartieri ghetto, alveari di cemento, l'ambiente sempre più distrutto dall’uomo ,cumuli d'immondizie dappertutto), di contro gli animali della gente-bene e la solitudine dell'anziano. . . Una Sardegna colonia, vista da Giampaolo Caria come una prostituta: sfruttamento che ha portato e porta all'emigrazione, all'abbandono dell'isola da parte dei sardi. Spopolamento, deserto: genocidio. Cosa c'è dietro? " Nei villaggi destinati allo smantellamento- la nota è di Maria Giacobbe - sono rimasti i vecchi, dei quali si attende la morte, e i bambini che appena ne avranno l'età cercheranno di fuggire anche loro. Sono rimasti anche i pochi che hanno trovato impiego nelle nuove industrie, sopratutto come manovali e muratori per fabbricarne gli stabilimenti; i pochi che hanno conservato il loro lavoro tradizionale e alcuni altri: uomini e donne molto testardi e coraggiosi o troppo rassegnati". "Una politica che ha promosso in modo plateale - l'osservazione è di Alberto Rodriguez - la calata delle grosse aziende capitalistiche straniere. Una politica che ha mortificato tutte le autentiche e reali risorse economiche dell'isola. Alla resa dei conti, un processo di industrializzazione estremamente nocivo all'economia isolana".Quadri - denuncia, insomma, con una tecnica pulita, chiara, tutta armonia,  lo stesso nuraghe -cappello ricorda altre popolazioni sfruttate: peruviane, cilene e brasiliane, per capirci. Si leggano attentamente i quadri di Giampaolo Caria, ne vale veramente la pena.

 

Adriano Vargiu

Cagliari 1977

 

 

  

MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DALLA AMMINISTRAZIONE  COMUNALE DI CARBONIA PER L'ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

 

1977

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