I SACRIFICI NELL’ANTICO TESTAMENTO SONO DI ORIGINE DIVINA ?
Manda la tua luce e la tua verità; mi guidino esse,
mi conducano al monte della tua santità (Salmo 43:3)
In nessun luogo l’Antico Testamento espone una dottrina sui sacrifici e il loro significato. Tuttavia molti teologi di varie denominazioni cristiane insegnano quanto segue :
“Anche se l’origine divina dei sacrifici non è esplicitamente dichiarata, il fatto è implicito ovunque nella Bibbia. Il modo in cui l’uomo peccatore doveva avvicinarsi a Dio fu rivelato ad Adamo ed Eva subito dopo la caduta.
La preparazione delle vesti di pelli d’animale da parte di Dio per Adamo ed Eva sottintende la Sua rivelazione che la colpa del peccato deve essere pagata con il sangue di una vittima innocente .”. (? !) (Genesi 3 : 21).
Nei miti di Genesi 3, contrariamente a quanto sopra riportato, non vi è nessun segno che riveli l’Eterno quale iniziatore di un sistema sacrificale. Vi è, in primis, da precisare che il significato che si attribuisce alla parola mito non è, nella fattispecie, quello di favola o, meglio ancora, di sogno collettivo ad occhi aperti dell’umanità, ma trattasi della rappresentazione per immagini di fatti reali complessi, impossibili da comunicare o rappresentare, alla finitezza umana, in forma diversa : perciò non equivale ad irrazionale.
Bisogna considerare che il sacrificio è un atto di offerta o immolazione a Dio (è presente in quasi tutti i culti, ora sotto forma cruenta [sacrificio d'uomini o animali], ora incruenta [offerta di primizie], a fine propiziatorio o espiatorio). E’ sciocco immaginare che l’Iddio Eterno, padrone di tutte le cose e bastante a se stesso, sia stato il promotore dell’uso dei sacrifici ; usanza che ha condotto l’insufficienza umana a pratiche orripilanti.
E’ parimenti insulso credere che in Genesi 3 : 21, l’Eterno, improvvisi un culto e offra a se stesso, quale prezzo per il peccato di Adamo, ciò che già gli appartiene. Sarebbe come affermare che Dio, bizzarramente, si fosse scritto una stonatissima musica, se la sia suonata e, come se non bastasse, l’avesse pure strambamente ballata.
In Genesi 3 : 21 è scritto : “E l’Eterno Iddio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì”. In questo caso, l’aver vestito i nostri progenitori non costituisce un atto rituale a sfondo religioso-sacrificale, come da certi scioccamente inteso, bensì un “sacrificio” utilitaristico e insegnativo. E’ Dio che dona : suprema espressione d’amore e di pietà per la povertà e la fragilità umane.
Ci si dimentica, in aggiunta, che nella preistoria i grandi magazzini erano ancora di la da avvenire e che gli antenati deambulavano per monti, pianure e boschi, forzatamente, con clava e con qualcosa di simile alla mastruca indosso. Per tali ragioni, l’uccisione di animali era un’azione istintiva, necessaria per vestirsi e sfamarsi. Si trattava, generalmente, di un atto di mera sopravvivenza e non di un sacrificio d’ordine cultuale : i sacrifici a carattere religioso avevano concezioni e scopi ben diversi dallo sfamarsi e del vestirsi che, nelle loro molteplici forme ed espressioni, non è sempre facile capire.
C’è nell’uomo un insopprimibile sentimento naturale del divino, e nel suo inconscio un riposto senso ancestrale di colpa irremovibile, che prepotentemente si dibatte e riaffiora.
Nei primitivi uomini, (spaventati dai terrificanti e incomprensibili fenomeni naturali e dai mille pericoli di un mondo selvaggio, nemico e minaccioso) emergeva, ancor più d’oggi, con incontenibile forza, il comune senso primordiale di colpa e l’idea innata dell’esistenza di un dominante spirito vivente. Comparve, insomma, il concetto di un principio immateriale e immortale signore e padre, reggitore del cielo, cui ubbidiscono i terrorizzanti eventi meteorici e i sussulti del mondo. Tale genio, immaginato quale governatore del mondo, era sentito con tormentoso sgomento quale giudice vendicativo, rimuneratore del bene e del male, eternamente offeso e irato per le molteplici trasgressioni umane. Ogni evento funesto sulla terra rifletteva la collera del padrone del mondo per qualche affronto ricevuto.
In seguito a tali sensazioni, indotte da stimoli interni ed esterni, la fragile creatura umana, nella sua primissima infanzia e fanciullezza, bambinescamente pensò : noi mangiamo, dunque mangerà pure lo spirito; offriamogli perciò qualcosa di buono da mangiare, qualcosa che gradisca, affinché si plachi e non ci sia ostile. Tale ipotesi sull’origine dei sacrifici, con tutte le molteplici e abominevoli forme consequenziali, come il sacrificio umano, non è assodata, ma verosimile.
L'idea di un nutrimento offerto alla divinità è antichissima e diffusa in tutte le religioni del tempo. Per gli antichi iranici, ad esempio, come per gli indiani dell’epoca vedica, gli dei conservano la loro immortalità in quanto sono nutriti dalle offerte degli uomini, esattamente come questi ultimi si guadagnano un posto in cielo preparando simili oblazioni, consumando in compagnia dei loro divini ospiti.
La Sacra Scrittura, con fini atti ad affrancare l’uomo dai tempi della sua ignoranza, lo confermerebbe: “Se avessi fame, non te lo direi, perché il mondo, con tutto quel che contiene, è mio. Mangio io carne di tori, o bevo io sangue di becchi?” (Salmo 50 :12,13.).
Per quanto concerne l’usanza del sacrificio di bambini largamente estesa tra i popoli dell’Asia Minore, come hanno documentato gli scrittori del tempo, aggiunge : “...E hanno edificato gli alti luoghi di Baal che sono nella valle dei figlioli di Hinnom, per far passare per il fuoco i loro figlioli e le loro figliole offrendoli a Moloc; una cosa siffatta io non l’ho comandata loro; e non m’è venuto mai in mente che si dovesse commettere una tale abominazione, facendo peccare Giuda.” (Geremia 32 :34,35).
Plutarco ci descrive, in modo colorito, che i Cartaginesi trucidavano i bambini “come fossero agnelli o polli” sull’altare del loro dio Moloc, e che le madri egiziane gettavano i loro figli in pasto ai sacri coccodrilli del Nilo.
Il Secondo Libro dei Re narra che quando il re di Moab vide che la battaglia si stava tramutando in una sconfitta ”prese suo figlio maggiore che avrebbe dovuto regnare dopo la sua morte e l’offrì in olocausto sull’altare.” (2 Re 3 :26,27). I Cananei, che erano della stessa stirpe degli ebrei, offrivano allo stesso modo i loro figli agli dei.
Il Deuteronomio ammonisce enfaticamente gli Israeliti contro tale esempio del popolo vicino : “ Non fare così col Signore Dio tuo : essi in verità hanno fatto ai loro dei tutte le cose abominevoli che Dio ha in odio ; hanno bruciato persino i loro figli e le loro figlie per i loro dei.” ( Deut. 12 :31.) Il profeta Michea, che lottò disperatamente contro il ricadere di Israele nel paganesimo, durante i regni di Jotham, Ahaz e Hezekah, rifiutò l’usanza del sacrificio : “Dovrò io dare il mio primo genito per la mia trasgressione, il frutto del mio corpo per il peccato dell’anima mia ?” (Michea cap.6 :7).
Gli Israeliti offrivano i loro bambini in olocausto a Baal o a Moloc in un luogo chiamato Tophet : era situato nella funesta valle di Hinnom, fuori delle mura di Gerusalemme.
Nel settimo secolo, secondo quanto si legge nel Secondo Libro dei Re, Acaz “fece passare suo figlio attraverso il fuoco” (2 Re cap.16 :3) e così fece il re Manasse. Il Deuteronomio ha espresso il suo profondo orrore per questi costumi e li ha paragonati ai peggiori atti di idolatria : “Non ci sia tra voi chi fa passare suo figlio o sua figlia nel fuoco, né l’indovino, né chi predice la sorte, né augure o mago, né chi fa incantesimi o consulta gli spettri o gli spiriti, né chi evoca lo spirito dei morti. Chiunque fa queste cose è in abominio davanti al Signore, anzi per colpa di questi abomini che il Signore, Iddio tuo, li scaccia dalla tua presenza.” (Deut.18 :10,12) Ezechiele paragonò la strage dei bambini all’idolatria e alla fornicazione in luoghi sacri e ne fu terrificato : “Perché, quando offrite i vostri doni, quando fate passare i vostri figli nel fuoco, voi contaminate voi stessi...” (Ez.16 :20,26 ; 20,31).
Tutti i profeti attaccarono questa consuetudine pagana. Geremia combatté con tutte le sue forze contro gli orribili fatti di Tophet. “Hanno costruito gli alti luoghi di Tophet per bruciare i loro figli e le loro figlie in sacrificio... Perciò ecco verranno giorni, dice il Signore, in cui non si dirà più : Tophet e Valle di Ben-Hinnom, ma “Valle della Strage”. E Tophet diventerà luogo di sepoltura per mancanza di altro luogo. Anzi molti cadaveri di questo popolo saranno pasto degli uccelli del cielo e delle bestie della terra che nessuno scaccerà. E io farò cessare nella città di Giuda e nelle vie di Gerusalemme i canti di gioia e di allegrezza, i canti dello sposo e della sposa : perché la terra sarà ridotta ad un deserto.”(Ger.7 :31,34. Anche Ger. 19 : 5,15.).
Considerando quanto sinora valutato, è irragionevole sostenere e insegnare che la preparazione delle vesti di pelli d’animale da parte di Dio per Adamo ed Eva, sottintendeva la Sua rivelazione che la colpa del peccato doveva essere pagata con il sangue di una vittima innocente; mentre al contrario il salmista dice: “Tu non prendi piacere né in sacrificio né in offerta; tu mi hai aperto gli orecchi. Tu non domandi né olocausto né sacrificio per il peccato.” (Salmo 40 :6.) ; e il profeta Michea aggiunge :
“Con che verrò io davanti all’Eterno e m’inchinerò davanti all’Iddio eccelso? Verrò io davanti a lui con degli olocausti, con dei vitelli di un anno? L’Eterno gradirà egli le migliaia dei montoni, le miriadi dei rivi d’olio? Darò il mio primogenito per la mia trasgressione? Il frutto delle mie viscere per il peccato dell’anima mia? O uomo, egli t’ha fatto conoscere ciò ch’è bene; e che altro richiede da te l’Eterno, se non che tu pratichi ciò ch’è giusto, che tu ami la misericordia, e cammini umilmente col tuo Dio?” (Michea 6 : 6,7,8) ; e ancora : “Poiché io non parlai ai vostri padri e non diedi loro alcun comandamento, quando li trassi fuori dal paese d’Egitto, intorno ad olocausti ed a sacrifici; ma questo comandai loro: "Ascoltate la mia voce, e sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie ch’io vi prescrivo affinché siate felici".(Geremia 7 :22, 23).
Come si può ben capire la ripugnante usanza sacrificale, quando Dio si rivelò all’uomo, era uno degli aspetti più gravi della barbarie e dell’ignoranza in cui versava l’intera umanità ; particolarmente esecrabile era l’uccisione di bambini.
Nonostante tutto, l’Iddio onnisciente, sapeva molto bene (e come non avrebbe potuto sapere ?) che nel profondo di quella pratica selvaggia vi era, in modo erroneo e peccaminosamente espresso, (non sempre sincero e disinteressato, come dimostra il mito di Caino e Abele) un assoluto desiderio di comunione e di sottomissione ai diritti della Sua Santità e Regalità. Di conseguenza, quando i tempi furono maturi, il Signore, calandosi nella triste condizione in cui versava il genere umano, come un amorevole padre e aio, diede ordine e regolamentazione, all’insufficienza e irrazionalità della sua creatura, affinché comprendesse meglio se stessa e i propri sentimenti ; dipanando, chiarendo e assumendo, nella Legislazione Levitica, l’usanza dei sacrifici risalenti all’inizio dell’umanità ; vietando con orrore e sdegno assoluti quelli umani.
Leggiamo infatti nel Salmo 50 : 8,9,10,11 : “Io non ti riprenderò a causa dei tuoi sacrifici; i tuoi olocausti stanno dinanzi a me del continuo. Io non prenderò giovenchi dalla tua casa né becchi dai tuoi ovili; perché mie sono tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame che è per i monti a migliaia. Io conosco tutti gli uccelli dei monti, e quel che si muove per la campagna è a mia disposizione... 14,15 Offri a Dio il sacrificio della lode, e paga all’Altissimo i tuoi voti; e invocami nel giorno della distretta: io te ne trarrò fuori, e tu mi glorificherai.”
Conformemente a una corretta visione di fede cristiana, avvenne che, nei tempi stabiliti dalla sua saggezza e misericordia, il Signore Iddio, secondo il mirabile piano della salvezza, portò, da impareggiabile educatore qual è, alla luce della verità l’uomo, liberandolo, in Cristo Gesù, dalla schiavitù della sua antica ignoranza ; infatti è detto : “Gesù allora prese a dire a quei Giudei che avevano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi... Se dunque il Figliolo vi farà liberi, sarete veramente liberi.” (Giovanni 8 : 31,32,36).
Ai sacrifici dell’Antico Testamento (in realtà inutili alla salvezza : “perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati” [Ebrei :10.4]) si deve però riconosce un valore tipico, ossia prefigurativo in ordine al sacrificio perfetto consumato dall’incarnata Parola di Dio sulla croce per i peccati di tutti i tempi, per le colpe dell’intera umanità. “E mentre ogni sacerdote è in piè ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati, questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio.” (Ebrei 10 :11,12).
“Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati...” Amore immenso di Dio che pur antivedendo la tragedia che si sarebbe consumata sul Calvario, non desistette d’inviare il Vangelo della grazia nel mondo per mezzo di Cristo Gesù, per la salvezza della povera, peregrinante umanità. Esempio, profondamente toccante e grandemente educativo, d’amore disinteressato e di dono perfetto elargito a favore dell’indegna stirpe di Adamo ! “... Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figlioli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome...” (Giovanni 1 :12). “E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati.” (Atti 4 : 12).
Le sciocche interpretazioni non conformi allo spirito biblico, come nel caso dei sacrifici dell’Antico Testamento, hanno sempre messo in dubbio la sensatezza dei cristiani e della loro fede offrendo, in un piatto d’argento, ai nemici della Parola di Dio (filosofi materialisti, nonché numerosi animalisti, ecologisti e fanatici vari) la ghiotta occasione per sostenere blasfemamente che il Dio dell’antico patto era un autentico macellaio.
L’uomo, si sa, nei confronti del Signore è sempre un misero e nudo perdente, dal momento che, come abbiamo potuto notare in questo modesto studio, grattando ben bene, i veri macellai siamo noi ! Anzi, ad onor del vero, la legislazione levitica, al contrario delle baggianate elaborate da taluni teologi, falsificatori delle verità bibliche, ebbe un effetto molto benefico sull’economia d’Israele favorendo e incrementando notevolmente l’allevamento zootecnico, e non solo quello. Tutte le prescrizioni ed i comandamenti del Signore, come chiaramente s’intende, sono sempre finalizzati al massimo bene dell’uomo e adatti a smentire e svergognare gli oppositori e i contraffattori delle ispirate dottrine bibliche d’ogni tempo.
Giampaolo Caria
17 febbraio 1998