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Clonazione: ma l’anima…?
GIAMPAOLO
CARIA
Su “Avvenire” Domenico Del Rio scrive: (sintetizzo per comodità)
“Ho un dubbio, un dubbio che si pone un
credente. …Vorrei, da cristiano della strada, sottoporre questo
dubbio alla sapienza dei teologi. Con gli esperimenti della
cosiddetta clonazione umana si è affermato che si sta producendo
un uomo, un "essere umano". Il dubbio è questo: si produce un
"uomo", un "essere umano" o semplicemente un "corpo umano"?
…."La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata
direttamente da Dio, non è prodotta dai genitori". …Ovviamente
non può essere prodotta nemmeno dagli scienziati. Ora, al
cospetto o all'inizio di un corpo umano di carne perfettamente
riprodotto da tecniche terrene, Dio si trova forse obbligato a
infondergli l'anima?
Il dubbio che sottopone il signor Del Rio non sussiste per chi
ha una basilare conoscenza della Scrittura e non richiede, a mio
sommesso parere, alcuna spiegazione da parte di teologi.
Si sa che tutta la materia è vivente, ma non tutta ha la
coscienza di esistere. Gli scienziati affermano che per fare le
molecole basta mettere insieme due o più atomi, incollandoli con
la corrispondente colla molecolare che sono i fotoni. Poiché un
granellino di sabbia, un aereo, il Monte Bianco sono insiemi
enormi di molecole, partendo dalle tre trottoline (protoni,
neutroni ed elettroni) e dalle due colle (pione e fotone) si può
fare qualunque cosa del mondo, inclusi noi stessi.
La differenza
quindi, tra noi e il Monte Bianco, sta nel fatto che noi siamo
un insieme di molecole con la coscienza di esistere. Siamo
insomma la materia che s'interroga.
La vita dunque ha avuto
origine un bel giorno di tanti anni fa e da allora, varia e
variamente si trasforma, si evolve e si trasmette. Restringendo,
per brevità, il ragionamento alla vita sensitiva e in
particolare a quella dell'uomo, si sa che la trasmissione
avviene per accoppiamento sessuale. Ed è chiaro che nel suo
trasmettersi non vi sono interruzioni.
Non ci sono durante la
gestazione, come molti sostengono, riguardo al prodotto del
concepimento momenti di vita o di non vita del feto. Però è
nell'utero materno che la materia, istante dopo istante, giorno
dopo giorno, secondo la concezione aristotelica, si trasforma in
anima intellettiva.
Ciò è certamente vero poiché è scritto: “E
l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli
soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima
vivente”.(Genesi 2: 7) Ed è ciò che avviene anche nel grembo
materno:
la materia per disegno divino si trasforma durante il
periodo della gravidanza in anima razionale. Tale prodigio in
condizioni di normalità avviene sempre. Ma un ovulo se pur
fecondato, non impiantato nell'utero materno, resta solo un
insieme di molecole e nulla più; quindi può essere utilizzato
per molti nobili scopi.
Viceversa la clonazione o riproduzione
asessuale, nel senso che si realizza la possibilità di
riprodurre individualità biologica senza alcun riferimento alla
sessualità, sarebbe un fatto demenziale d'inaudita gravità. Ma
non perché possano nascere esseri senz’anima (particolare che
sembra impensierire il Signor Del Rio) ma semplicemente perché
la natura manipolata senza rispetto e in maniera folle,
inevitabilmente, si vendica.
Siamo liberi di fare tutte le
scelte che vogliamo, ma non potremo mai scegliere anche le
conseguenze. L’uomo è una dualità inscindibile: l’anima e il
corpo, pur diversi nella sostanza, sono una cosa sola.
Giampaolo Caria
27/11/2001
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